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Dritte alla meta
“Le immagini che presento sono il frutto della stampa diretta, senza altri mezzi, dell’oggetto sulla carta fotografica, nascono nel rapporto diretto tra luce e materia, e sono state da me oggetto di indagine all’Università dell’Immagine con un lavoro dal titolo: ‘Gli stracci di Rosa’” (che vedrete a breve).
Vinicio Ferri

Che cosa significa rapporto diretto? Le immagini non vengono catturate da un occhio esterno, che le riproduce sul piano sensibile, ma vengono ottenute per contatto diretto tra materiale e piano sensibile, attraverso una fonte di illuminazione. Le fotografie ottenute avranno esatta corrispondenza di forma con l’oggetto, che le riproduce per contatto. A seconda della densità materiale, che ostacola il passaggio della luce, la carta si annerirà differentemente dando la possibilità di intravederne il colore: il supporto vergine non impressionato, originariamente blu, giallo, rosso, arancione o argentato. Le ombre diverranno chiare e le zone illuminate invece saranno scure per inversione del fenomeno. Luce e l’ombra giocheranno a nascondersi l’una nell’altra. Oggetti che lasciano la propria impronta nel modo in cui si adagiano casualmente sulla carta sensibile vengono riproposti dalla tecnica fotografica del passato in immagini uniche e non riproducibili se non per scansione dell’originale prodotto. Nel storia della fotografia, Man Ray, con i suoi Rayogrammi, metteva in opera proprio questa tecnica, si faceva mezzo di interpretazione dell’oggetto di fronte alla luce, lasciando che l’inconscio della tecnica prendesse forma attraverso una sequenza di gesti e combinazioni casuali. Ciò che vediamo appartiene quindi da vicino al mondo della fotografia, che è innanzitutto scrittura con la luce, ma se ne allontana in senso realistico verso l’astratto, il non immediatamente riconoscibile, è origine e luogo dal valore simbolico. Ora, oggetto dell’indagine, sono le bomboniere, i sacchetti che contengono i confetti, i nastri, le garze. Ecco allora le immagini dal titolo “Il matrimonio perfetto” oppure “Si lo voglio”, per narrare attese, desideri, paure. Queste fotografie, asciutte e immediate, si immedesimano nelle ansie e nelle aspirazioni degli sposi, contemporaneamente si fanno portavoce del mondo onirico dell’autore, del suo lavoro dietro le quinte, del tempo trascorso a tradurre in immagini le emozioni legate al fatidico giorno.

Impronte, come ultimo segno prima di uscire di scena, a ricordare che la vita è anche immaginazione, invenzione e sogno.

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La Natura del Ritorno

Immagini di Vinicio Ferri e riflessioni poetiche di Daria Sanminiatelli

“La Natura è lo spirito visibile,

lo Spirito è la natura invisibile.”
F. Schelling

sigillo di salomone